I Monti Dauni: una gemma da scoprire tra gastronomia, storia e natura

Le colline che circondano Accadia

Due giorni incantevoli, alla scoperta di una Puglia nascosta e ancora (ingiustamente) lontana dalle più battute piste turistiche del vicino Gargano: il 28 e 29 aprile, ospiti di Confcooperative Puglia, abbiamo visitato, scoperto e assaporato il territorio dei Monti Dauni, nell’estremo nord-est della Regione.

In occasione della Festa di Primavera ad Accadia (FG), piccolo borgo di circa 2.000 abitanti alle porte della Campania, abbiamo scoperto una Puglia diversa, bucolica e ristoratrice, capace di accogliere e incantare con la sua autenticità anche i visitatori più diffidenti. Autentico tesoro del borgo è il Rione Fossi, al cuore del piccolo paese, un intreccio di case in pietra, grotte e abitazioni medievali letteralmente scavate nella roccia e interconnesse tra loro. Il Rione, oggi purtroppo abbandonato e protagonista di diverse vicissitudini che lo hanno avvicinato più volte all’abbattimento, è oggi protagonista di un embrionale moto di rinascita e valorizzazione, anche e soprattutto grazie al coraggioso Sindaco del paese Pasquale Murgante. Un esempio? L’Accadia Blues, che ogni anno anima il Rione (e l’intero paese) per un lungo fine-settimana di musica insieme ai maggiori esponenti internazionali del genere: il prossimo appuntamento è fissato per il 26-27-28-29 luglio 2018.

Protagonista di progetti di riqualificazione che potrebbero vederlo completamente trasformato, entro pochi anni, in albergo diffuso (e noi ce lo auguriamo fortemente, viste le sue eccezionali potenzialità turistiche), il Rione ospita oggi tra le sue vie acciottolate, poco oltre l’arco d’ingresso, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e le tradizioni enogastronomiche locali trovano spazio e celebrazione: stiamo parlando di Sala Donna Serafina, tipico ristorante dove è ancora possibile gustare piatti e ricette della tradizione, a base di asparagi selvatici, agnello e molto altro ancora, senza dimenticare gli affettati locali e gli ossetti, tipici biscotti pugliesi alle mandorle, con cui chiudere al meglio l’abbondante pasto, accompagnati da uno degli amari selezionati con cura dal proprietario.

Ristorante tipico “Sala Donna Serafina”

Ristorati dal pranzo, che abbiamo trascorso seduti al fianco di un tavolo di turisti statunitensi (un chiaro segnale di quanto la Daunia stia iniziando ad essere scoperta anche oltreoceano) la nostra giornata prosegue all’esplorazione degli altri punti di interesse del Rione. Si parte dalla splendida Fontana Monumentale, un piccolo pantheon in stile neoclassico arredato al suo interno da tre fontanelle in pietra e un abbeveratoio, utilizzato originariamente dai pastori locali per abbeverare le greggi. Poco distante troviamo l’Arco di Porta di Capo, l’ingresso del Rione, un arco in pietra che si affaccia su piazza Enrico Ferro, che ospita inoltre, per chiudere il cerchio (senza dimenticare lo spettacolare belvedere sui monti che circondano il borgo), la Torre dell’Orologio, sulla cui facciata è possibile ammirare due bassorilievi, riproduzione del pannello della porta del Maschio Angioino a Napoli, che raffigurano l’assedio aragonese del 1462 e un’epigrafe dell’umanista Giovanni Pontano.

Azienda Agricola “Il Caprino”

Il territorio che circonda Accadia è impervio, tipicamente montano (anche se le vette massime non superano i 1200 metri), adatto al pascolo e alla coltivazione di grano e vigne. L’agricoltura, attività prevalente, porta alla luce produzioni autentiche e di sicuro interesse: seconda protagonista del nostro tour è l’Azienda Agrituristica “Santa Maria”. Fiore all’occhiello dell’azienda è la produzione di carne di asino, cucinata con mirabile abilità nel ristorante, che offre una splendida vista sulle colline e sull’arroccato borgo di Accadia, sotto forma di stracotto, straccetti o involtini. Una carne, ma soprattutto un latte, dalle comprovate qualità nutritive, utile per l’alimentazione dei neonati, vista la grande similarità con il latte umano. Non solo carne: anche la produzione di latticini è particolarmente importante ad Accadia. Obbligatoria, dunque, una visita all’Azienda Agricola “Il Caprino” in contrada Profica, inerpicata sulle pendici della collina: specializzata nella produzione di formaggi di capra, l’azienda produce ricotta, canestrato, caciocavallo e altri formaggi tipici. Profumi inebrianti (anche se intensi, come tipico dei formaggi caprini) ci accolgono improvvisamente appena entriamo nel laboratorio di produzione, stracolmo di formaggi appena prodotti e pronti per la vendita nei mercati rionali e fiere della zona.

Vietato dimenticare il vino: l’area è particolarmente rinomata per i suoi vini intensi e corposi, come il Nero di Troia e l’Aleatico, due vini rossi abbondantemente consumati nei ristoranti e locande della zona. Con la prospettiva di un pranzo ristoratore nell’ormai di fiducia “Sala Serafina”, la domenica inizia con una visita a Bosco Paduli, meravigliosa oasi naturalistica popolata da querce secolari, sorgenti e orchidee selvatiche, utilizzata come ritrovo domenicale per pic-nic e punto di partenza per sentieri naturalistici e percorsi di trekking.

Bosco Paduli

Accolti da un simpatico gruppo di vacche al pascolo, scopriamo insieme al sindaco i progetti di rivalutazione turistica per la zona: in programma l’apertura di un B&B adiacente al bosco, che andrà a potenziare l’offerta ricettiva del territorio.

Un invito alla pace, alla riconciliazione con sé stessi e con la natura che ci circonda, insieme a sapori autentici e genuini: i Monti Dauni rappresentano un’eccezionale meta per un turismo lento, sostenibile, che prediliga le produzioni locali e artigianali. Insomma: una meta da inserire senza ombra di dubbio nella propria lista dei desideri. #visitmontidauni

Info e contatti:
www.comune.accadia.fg.it
Tel. 0881 981012