Dott.ssa Monica Martino. Resveratrolo, l’antiossidante del domani?

«È ricco in antiossidanti, «Gli antiossidanti contrastano l’azione dei radicali liberi»… Quante volte abbiamo letto o ascoltato claim di questo genere sentendo parlare degli antiossidanti, sostanze che vanno a neutralizzare gli effetti nocivi (tra cui il danneggiamento del DNA) dei prodotti di scarto delle cellule, ovvero i cosiddetti radicali liberi. I radicali liberi, inoltre, possono derivare anche da una prolungata esposizione ai raggi UV senza una protezione adeguata, dal fumo di sigaretta e dall’inquinamento atmosferico.

Gli antiossidanti più conosciuti sono le vitamine e i polifenoli e in particolare, visto che siamo entrati pienamente nella stagione autunnale, di un polifenolo che la scienza recentemente sta studiando in modo approfondito per i suoi benefici nei confronti di diverse patologie che affliggono il genere umano tra le più comuni.

Stiamo parlando del resveratrolo (3,5,4’-triidrossistilbene), presente esclusivamente in alimenti di origine vegetale. È un polifenolo che oltre ad essere un antiossidante, ha proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, anti-aging, cardio- e neuroprotettive, metaboliche e antitumorali. È presente in più di 70 piante tra cui la pianta del poligono giapponese (da cui sono iniziate le ricerche), semi di cassia e passion fruit, frutti rossi, the bianco, prugne, arachidi, cacao e soprattutto buccia e semi di uva, specialmente rossa (e di conseguenza nel vino rosso).

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Il resveratrolo viene inizialmente isolato, come già detto, dalle radici del poligono giapponese e classificato tra le fitoalessine, composti antimicrobici prodotti a seguito di interazioni con patogeni e quindi non presenti in piante che sono in buona salute. Le ricerche successive hanno stabilito che questo polifenolo viene sintetizzato dalle piante come risposta a condizioni di stress non favorevoli, danni e lesioni meccaniche. Durante il metabolismo fisiologico delle piante, grazie ad alcune reazioni biochimiche viene quindi sintetizzato soprattutto il trans-resveratrolo, la forma più biodisponibile e la più presente specialmente nell’uva.

Tornando alle sue proprietà, il resveratrolo è stato studiato in laboratorio in combinazione con i più comuni antibiotici, evidenziando un’attività antimicrobica contro un’ampia gamma di batteri, funghi e virus e suggerendo quindi una sua influenza sul potenziamento dell’effetto di tali farmaci. Come detto, il resveratrolo ha diverse attività biologiche, sebbene molte di queste sono ancora da validare dal punto di vista scientifico. Ha capacità antiossidanti e antinfiammatorie, risulta protettivo per i vasi sanguigni ed è in grado di stimolare una serie di processi coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare e nella riparazione del DNA. Da alcuni studi risulta inoltre che le persone che seguono una dieta ricca in resveratrolo sarebbero meno esposte al rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e cancro. In particolare la sua capacità antiossidante contribuirebbe alla protezione delle cellule dai danni causati dai radicali liberi e grazie a questa sua proprietà aiuterebbe a combattere contro l’invecchiamento della pelle.

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Non risultano ad oggi claim approvati dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) specifici per i prodotti a base di resveratrolo. La proposta dell’indicazione secondo cui il resveratrolo grazie alla sua attività antiossidante protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi e aiuta a combattere l’invecchiamento della pelle è stata rifiutata a causa dell’assenza di prove scientifiche sufficienti a giustificarla. E poiché a oggi sono ancora pochi gli studi condotti sull’assunzione di resveratrolo non risulta semplice elencare gli eventuali effetti collaterali, soprattutto sul lungo periodo. Le ricerche condotte finora non hanno comunque rilevato alcun effetto collaterale grave anche in caso di assunzioni di dosi importanti a livello di integratori alimentari. Tuttavia sembra che il resveratrolo interferisca con i farmaci anticoagulanti e con farmaci anti-infiammatori non steroidei come l’aspirina e l’ibuprofene, aumentando il rischio di sanguinamento.
È bene sottolineare che se viene venduto un integratore a base di resveratrolo sotto i 25 mg per dose quotidiana suggerita e quindi molto bassi rispetto ai dati riportati dalle pubblicazioni finora accertate, la presenza del principio attivo reclamizzato è da considerarsi di puro richiamo commerciale di fronte ai 250-500 mg/giorno indicati per un effettivo beneficio, dosaggio che comunque va chiaramente concordato con il proprio specialista.

Il resveratrolo è presente in quantità apprezzabile anche in altri alimenti:

  • arachidi: 1,8 mg/kg;
  • uva nera: 8,5 mg/kg;
  • cacao: 3,12g/kg;
  • varie specie di mirtilli: circa 2 mg/kg.

Quindi, per concludere, una dieta varia che prevede un consumo ragionevole di vino nero, frutti di bosco, cacao e altri alimenti contemplati può determinare un apporto costante, anche se non molto elevato, di resveratrolo e i benefici possono manifestarsi con un consumo modesto ma continuato nel tempo.

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Bibliografia:

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https://www.mauriziotommasini.it/resveratrolo-proprieta/

L’articolo è a cura della dott.ssa Monica Martino, Biologa e Consulente per aziende agroalimentari e Food Blogger.

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