Anna MANCA: Donne e cooperazione

Cooperazione al femminile. Ne abbiamo parlato con Anna Manca, la nuova coordinatrice Nazionale della Commissione Donne Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative, l’organizzazione di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo.

Si presenta subito molto disponibile a fare due chiacchiere con noi. Le spieghiamo che vorremmo sapere di che cosa si occupa la Commissione e che termineremo la nostra conversazione ‘a tavola’.

logo_DonneCoop“Cominciamo subito allora!” risponde entusiasta. “Siamo consapevoli che l’impresa cooperativa, se la confrontiamo con altri tipi di impresa, porta nei suoi valori fondanti “inclusione, uguaglianza ed equità”, e siamo anche consapevoli che le nostre 19.000 cooperative associate si distinguono per un occupazione femminile di circa il 60,8%. La Commissione Dirigenti Cooperatrici fonda i propri obiettivi su questi due elementi, quello dell’inclusione e quello dell’equilibrio di genere, in modo da rafforzare la presenza femminile al livello Confederale e nelle cooperative, consolidarne la rappresentanza politico sindacale per sostenere e valorizzare le potenzialità del ruolo della donna nel lavoro. Anche con l’attenzione per la nuova classe dirigente, che coinvolga e venga rappresentata in modo proporzionato dalle donne e anche dalle nuove generazioni”

Come intendete ottenere questi risultati? “Facendo molta promozione e puntando a un’azione di empowerment colorata al femminile”. In che senso? Ci spieghi meglio. “Fornendo strumenti di crescita per le donne, imprenditrici e dirigenti, quali informazione e formazione, progetti e misure che rispondano alle esigenze delle cooperatrici, dei cooperatori e delle imprese, sui temi della conciliazione lavoro/vita privata, del welfare aziendale, del credito.”

Qual è il progetto che ha più a cuore? “Sicuramente il progetto FIL (Famiglia Impresa Lavoro), nato per favorire la conciliazione fra lavoro e famiglia, argomento decisamente attuale. Conciliare vita privata e lavoro professionale significa valutare i diversi carichi che questi fattori assumono nella vita quotidiana di una persona. Siamo andate ad appurare in prima persona come all’interno delle cooperative, ma anche sul territorio, si sviluppa il tema della conciliazione. La realizzazione del lavoratore, in particolare donna, e lo sviluppo dell’impresa cooperativa si raggiungono grazie a soluzioni di creazione d’impresa, di soci e socie attenti alla promozione di una cultura che tuteli la famiglia. Ecco, noi abbiamo puntato a questo tipo di realizzazione.”

La Commissione Dirigenti Cooperatrici punta alla crescita, sia dell’individuo che del gruppo, all’incremento della stima di sé, all’autosufficienza e all’autodeterminazione per accrescere la delle competenze personali.

spices-1914130_960_720Come promesso, continuiamo la nostra conversazione ‘a tavola’, attraverso un viaggio fra i sapori liguri che si alternano con quelli sardi, perché, dialogando, scopriamo che Anna è nata e cresciuta a Genova, ma le sue origini sono legate anche alla Sardegna.

Che alimentazione consiglierebbe a una donna che quotidianamente si destreggia tra famiglia e lavoro? “Io consiglio sempre un’alimentazione sana, corretta, stagionale ma variabile. È bene mangiare sempre un po’ di tutto e, in particolare, non devono mai mancare sulla tavola le giuste porzioni di frutta e verdura.”

Le piace cucinare? “Molto. Diciamo che, oltre a cucinare, mi piace anche molto mangiare! La mia è un tipo di cucina tradizionale, sempre all’insegna della genuinità, ma sono anche curiosa di provare ricette internazionali, che prevedano l’uso di aromi e spezie, ad esempio. Per me è fondamentale condurre un tipo di alimentazione equilibrata, mangio un po’ di tutto, poca carne, ma tanta frutta e verdura in nome della sacrosanta stagionalità: le zucchine in questo periodo a me fanno orrore!”

Quale potrebbe essere il menù ideale se avesse degli ospiti a cena? “Date le mie origini, ve ne propongo ben due! Uno di pesce e l’altro di carne. Che ne dite?” – Siamo pronti e già con l’acquolina, le rispondiamo.

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Calamari ripieni, foto di Marco e Patrizia (www.nientedietadadomani.com)

“Benissimo. Ovviamente il menù di pesce per le mie origini liguri. Comincerei servendo un carpaccio di tonno tagliato sottile e marinato con olio e limone; proseguirei con dei ravioli di pesce serviti con un sughetto di pomodoro, capperi, acciughe, peperoncino e olive taggiasche; calamari ripieni e per finire una dolce torta alla frutta. Voi gradireste?”  Assolutamente sì, le rispondiamo, amiamo il pesce in tutte le sue varianti in cucina. Ma adesso ci ha fatto venire la curiosità di andare anche in Sardegna… “Perfetto, e allora ‘partiamo’! Il mio menù in stile sardo potrebbe cominciare con un mix di affettati sardi, tra cui lardo, salame, prosciutto, capocollo… poi passerei ai maloreddus, conosciuti anche come ‘gnocchetti sardi’, conditi con del sugo di pomodoro semplice. Come secondo preparerei l’agnello in umido con carciofi e terminerei in dolcezza con le tipiche seadas col miele di corbezzolo.” Complimenti Anna!

Soddisfatti di aver conosciuto meglio la rete al femminile di Confcooperative, orgogliosi di aver appurato che fortunatamente la corretta alimentazione sia diventata uno dei capisaldi per tante persone, affamati per aver appena sentito l’elenco dei piatti che offrono due delle regioni italiane ricche di tradizioni, la ringraziamo e andiamo a cercare la ricetta delle seadas, perché quel menù ha scaturito in noi un’incredibile voglia di dolce…

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Preparazione casalinga delle seadas, foto di Japs 88 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37483133


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